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Non solo l’alveo principale, ma anche gli affluenti: si apre un altro fronte, nel complesso progetto di risanamento dell’area dei Regi Lagni. Regione, Arpac e Comuni si impegnano per il riassetto idraulico di quei canali che partono dal monte Somma e dalle alture del Nolano e conferiscono le proprie acque nell’«asta principale» del reticolo di alvei. A siglare il protocollo d’intesa, lo scorso 29 dicembre, sono stati l’assessorato regionale all’Agricoltura, il Consorzio generale di bonifica del Basso Volturno e alcuni Comuni del Nolano e del Vesuviano, tra cui Nola, Somma Vesuviana e Ottaviano.
Dopo la firma del protocollo, la Giunta regionale della Campania ha approvato, su proposta dell’assessore all’agricoltura Gianfranco Nappi, dell’assessore all’ambiente Walter Ganapini e dell’assessore ai lavori pubblici Oberdan Forlenza, la delibera sul “Finanziamento programmatico di interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua afferenti al bacino dei Regi Lagni”. Il provvedimento di fatto va a finanziare con 3 milioni di euro l’opera di “Risanamento e riassetto del sistema di drenaggio dei canali Boscofangone, Gaudo, Quindici e dei relativi canali affluenti”, inserita nel grande progetto “Risanamento e riqualificazione dei Regi Lagni” previsto dal Fesr 2007-2013.
In base al Protocollo d’intesa il Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno riceverà dalla Regione il contributo di 3 milioni stanziato con la delibera appena approvata, prendendo in consegna le opere di bonifica idraulica ricadenti nei Comuni sopracitati, assumendone gli oneri di gestione e manutenzione. «Il nuovo anno parte con il prosieguo immediato del lungo e impegnativo lavoro di risanamento dell’area dei Regi Lagni – dice l’assessore Nappi – Il Protocollo di intesa appena firmato con i Comuni del Nolano ci consente di intervenire subito su un territorio che presenta un equilibrio idrogeologico delicatissimo. Andiamo avanti con l’opera di riassetto e pulizia, e ben presto sulle sponde dei canali si cominceranno a piantare alberi, a seguito della loro totale messa in sicurezza».
Al Consorzio di bonifica del Basso Volturno viene assegnato l’incarico di mettere in sicurezza i canali Boscofangone, Gaudo, Quindici e i loro affluenti. Attualmente è infatti insufficiente la loro portata, a causa del materiale solido che nel tempo hanno trasportato dai versanti collinari e che si è così depositato lungo il loro percorso. Altro fattore, i suoli che scolano acqua piovana negli alvei, suoli sempre meno permeabili. A fare il resto, il dissesto delle sponde e la presenza di rifiuti abbandonati. Gli scarichi di acque reflue non depurate, poi, completano un «diffuso quadro di degrado», come evidenzia il documento firmato da sindaci e autorità regionali.
Nei mesi scorsi, l’agenzia regionale di protezione ambientale, insieme alla sua consociata Arpac Multiservizi, ha portato a termine una campagna di ricognizione di scarichi e depositi di rifiuti nell’area dei Regi Lagni (i risultati sono consultabili sulla mappa interattiva presente su questo sito). La Regione, a sua volta, ha varato linee guida per il «grande progetto» Regi Lagni, con una delibera di Giunta regionale approvata ad agosto. Prima ancora, nel marzo 2009, Palazzo Santa Lucia ha approvato il progetto Arpac per la caratterizzazione dei rifiuti abbandonati nell’area dei canali borbonici. Una variante a questo progetto, proposta dalla stessa Arpac, prevede la rimozione dei rifiuti, la bonifica dei suoli e l’alberatura delle aree demaniali presenti lungo le sponde dell’alveo principale: un accordo con ventisei comuni delle province di Napoli e Caserta prevede un lungo «corridoio verde» che va da Nola fino al litorale domizio, lungo l’asta principale del sistema di canali.
Il protocollo firmato in questi giorni da Regione e quattordici comuni elenca una serie di azioni necessarie per l’area est del «progetto Regi Lagni». Tra queste, «il ripristino e l’adeguamento delle sezioni idrauliche, laddove insufficienti», il «risanamento dei corsi d’acqua dalle immissioni di acque reflue», sia urbane che industriali. In agenda c’è poi il completamento del sistema dei collettori che convogliano le acque reflue verso gli impianti di depurazione, oltre alla sistemazione delle sponde degli alvei, laddove dissestate, alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica di terreni e falde, infine all’installazione di sistemi di sorveglianza per prevenire il ritorno del degrado.
Premessa indispensabile, per la buona riuscita di questa impegnativa operazione, è appunto il riassetto idraulico dei canali. Con questo protocollo d’intesa, la Regione stanzia fondi per i primi interventi, da affidare al Consorzio di bonifica. Con la collaborazione dei comuni interessati, verranno individuate le aree dove è più urgente intervenire, e le azioni prioritarie.
(nella foto, amianto abbandonato ai margini di un alveo nel territorio di Nola)
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